La Valtellina ha avuto origine milioni di anni fa da uno scontro: quello tra la placca europea e quella africana. Gli effetti di questo scontro sono sotto i nostri occhi e i nostri piedi ancora oggi.
Sono nelle tante varietà di terreno che si nascondono nel sottosuolo della Valtellina. Sono nel clima unico, caratterizzato da forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, e da un inaspettato contrasto tra il freddo tipico della montagna e un’atmosfera mediterranea, frutto dell’intenso irraggiamento solare che deriva dal peculiare orientamento Ovest-Est della vallata, dall'esposizione a Sud dei vigneti oltre che dall'altitudine a cui sono situati. Sono nel terreno poco profondo che obbliga le radici a svilupparsi sulla roccia madre, assorbendo così i microelementi che conferiscono ai vini la loro tipica mineralità.
Tutte le sfumature delle nostre zone vengono trasmesse dalla terra al vigneto, dal vigneto alle uve di Nebbiolo per arrivare, infine, nel bicchiere.
Cinque aree che si differenziano tra loro per il suolo, il paesaggio e il microclima, e che lasciano un ’impronta indelebile sui nostri vini.
Cinque aree che si differenziano tra loro per il suolo, il paesaggio e il microclima, e che lasciano un ’impronta indelebile sui nostri vini.
La coltivazione delle viti in Valtellina è iniziata proprio qui, in questa zona fatta di rocce levigate dal ghiacciaio che bucano il terreno e formano terrazzi naturali, su cui la mano dell’ uomo ha costruito muretti a secco diversi secoli fa. La Sassella ha due anime: la prima, vicina alla Valle dell’Adda, è esposta alla Breva, il vento che proviene dal Lago di Como; la seconda, che si spinge fino all’inizio della Valmalenco, è raggiunta da fresche brezze alpine. Gran parte del nostro Nebbiolo ha origine nella prima zona. Il microclima è il segreto dei nostri acini con buccia sottile e delicata, con profumi ampi ed eleganti, e tannini morbidi e vellutati.
Vuol dire dosso, poggio, altura, e descrive molto bene le due aree di questa zona. Quella a sud è un promontorio eroso dai ghiacciai dell’ ultima glaciazione; la seconda, più a nord, ha avuto origine dal fianco morenico del ghiacciaio e dai sedimenti caduti dalle pendici delle montagne sovrastanti. I vini della prima zona sono eleganti e delicati, mentre la seconda zona dà vita a vini più ricchi e minerali.
Un nome che ne evoca, immediatamente, le caratteristiche principali: il caldo intenso e la pendenza. Le rocce chiare affiorano dal terreno, aumentando le temperature, riflettendo i raggi del sole durante il giorno e rilasciando calore durante la notte. La forte pendenza consente ai raggi del sole di incidere perpendicolarmente sul terreno, aumentando quindi l’irraggiamento solare. Tutto questo si traduce in una maturazione straordinariamente intensa delle uve del Nebbiolo.
La verità è che questa non è una terra semplice da coltivare. Richiede sacrificio, fatica e un ’ enorme passione, ma sa ricambiare il favore. Qui, le viti crescono su terreni straordinari, sulle pendici dei monti, protette dai freddi venti del nord, esposte al sole dal suo sorgere al suo tramonto.
Tutto questo avviene nei 33 ettari di vigneti di proprietà della Nino Negri, posti nelle zone più prestigiose, tra cui: Grumello, Inferno, Fracia, e nei vigneti delle oltre 200 famiglie di vignaioli valtellinesi con cui Nino Negri collabora da decenni.
Il vigneto non estensivo alternato a boschi, prati da foraggio, meleti, oliveti e coltivazioni di grano saraceno, si inserisce in un contesto territoriale incontaminato che tutela da sempre la biodiversità.
Prende posto su un promontorio isolato rispetto al versante della montagna, eroso dal ghiaccio nel corso dei secoli. I pochi centimetri di terreno costringono le radici a svilupparsi sulla roccia madre, dando vita a un vino di grande eleganza e dal carattere unico.
Piccole vallette con pendenze molto elevate, grandi rocce affioranti e terrazzi sorretti da muri in pietra tra i più alti della Valtellina. La roccia ha un particolare colore tendente al bianco (quarzo) che aumenta considerevolmente l’energia solare, determinando temperature e luminosità tra le più alte della Valle. La luce e il calore esaltano al massimo il carattere fruttato del vino.
Si trova nella confluenza di vallate alpine ricche di ghiacciai, dominata da fredde brezze e da temperature più basse della media. Qui, nonostante il clima, crescono spontaneamente piante mediterranee come il rosmarino e la lavanda. Questi profumi e gli aromi spaziati, sono gli stessi che ritroveremo nel vino, sapido e floreale.
Il terrazzamento è l’ elemento caratterizzante del territorio. Il terreno sabbioso-limoso, predisposto alla siccità, e poco profondo (con una superficie lavorabile che va dai 40 ai 120 cm) spesso obbliga la radice della vite a conficcarsi direttamente nella roccia; per questo, nel corso degli anni, sono stati costruiti una miriade di muri a secco in sasso: per sostenere i tronchi vitati e aiutarli a crescere.
I terrazzamenti sono anche utili per sostenere la biodiversità, in quanto i muretti a secco costituiscono la dimora ideale per molti insetti e piante spontanee.
1 - Realizzazione “ a secco ” : la costruzione di questi muri si basa su una delle tecniche costruttive più antiche della storia e avviene sistemando prima le pietre più grandi e lasciando le fughe vuote, senza sigillarle con terra, fango o argilla.
2 - Esigua quantità di terreno contenuto dal muretto.
3 - Vendemmia esclusivamente manuale.